L’acero rosso

21 marzo 2o17

Le calde caduche che ombreggiano sul suolo fertile
colorano di rosso ogni sentiero
in questo dì che silenzioso riecheggia nel vento tacito.
I raggi del Sole brillante
che, appoggiandosi ai suoi fili di vita
abbronzano di rosso la sua pelle
e di verde resta, all’ombra, la foglia.
Tutto sa di incanto
e da lontano risuonano le corde di un arcoacero-rosso
la cui corazza, un tempo, fece da amico
a questo stesso luogo.
Ad ogni nuovo giorno tutto cambia,
ogni foglia cade ed ogni albero diventa musica.

Eppure resta, in eterno, il ricordo
dell’acero rosso che colora di bellezza
ogni tempo ed ogni cosa.

M.B.

[L’acero rosso è un particolare albero giapponese, le cui foglie si presentano colorate di rosso o verde, a seconda dell’esposizione al Sole. E’ possibile notare che, le foglie in ombra, presentano il classico colorito verde, mentre quelle esposte ai raggi, si colorano di rosso. Il legno dell’acero viene utilizzato per costruire strumenti musicali, in particolare quelli ad arco.]

Il lato oscuro

04 marzo 2o17

Come proiettili nel cuore
i tuoi occhi che gridano pacati
di un vuoto pieno di troppe cose.
Come tenebre in subbuglio
il tuo sguardo assente e vivo
che trapela poco e tutto.
Come pallida ed estrema autorità
la tua tacita parola
che accompagna il silenzio,
quest’ultimo egregio padrone della tua solitudine.

Come aureola di buio
l’arma vincente che esponi
dinanzi al vittorioso atteggiamento
che assumi ogni volta che dai ascolto al tuo lato oscuro.

La forma di ogni cosa sa di nero
e macchia ogni perla di luce.
Il suono di ogni parola
si tinge di ombroso vuoto
e l’oscurità fa da padrona del tutto.

Perché ogni tanto va tutto raggiunto,
va preso in carico dal cuore
quel lato oscuro che ti appartiene
e va un po’ coltivato e abbracciato
dando libero sfogo alla tua amata solitudine
per permettere ad una parte viva di te
di fluttuare libera nell’estremo vuoto di ogni cosa.

M.B.

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Il mio paese delle meraviglie

02 marzo 2o17

A dire il vero, mentivo quando al cappellaio ho detto di credere che tutto fosse un sogno. Dovevo mentire.
Perché era necessario io tornassi e preferivo lasciare un ricordo meno dolente. Non potevo rivelare che morivo un po’ dentro a rinunciare al mio paese delle meraviglie, non potevo ammettere che mi ero innamorata di lui e di ogni cosa in quel posto.
Da quando sono tornata, ogni tanto immagino ancora la mia vita lì, come se a quest’ora fossi rimasta in quel posto incantato, ad amare ed amarmi, a vivere il mio mondo a colori.
Caro cappellaio, se tu potessi sentire le mie emozioni, ti accorgeresti che è vero, non è il posto in cui voglio essere…e che avrei dovuto restare e dirti quanto ti amo, quanto ho apprezzato il tuo starmi accanto, il tuo guidarmi e indicarmi la felicità.
Se potessi, strapperei ogni pagina del libro della mia vita, fino a quel fatidico giorno in cui ho preferito rinunciare a te e a me…e ti guarderei ancora negli occhi, un’ultima volta, per rivivere il paese delle meraviglie che notai in quello sguardo…

M.B.

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Alice in Wonderland

26 febbraio 2o17

Alice in Wonderland

“Un non compleanno?”
“Non sa cos’è un non compleanno!”
“Che ignara! Ebbene, io la deluciderò!”
“Noi tutti abbiam un compleanno ogni anno”
“Ed uno solo all’anno, ahimè, ce n’è”
“Ahhh, ma ci son 364 non compleanni!”
“E questi preferiamo festeggiar!”
“Allora oggi è anche il mio NON COMPLEANNO!”
“Davvero?”
“Com’è piccolo il mondo!”
“In tal caso…UUUUUN BUON NON COMPLEANNO A TE!”
“A me?”
“A te! Ora spegni la candela e rallegrati perché…UN BUON NON COMPLEANNO A TEEEEEE!”

 

La follia è il cibo delle menti libere, degli animi lasciati a piedi nudi sui prati della felicità.
La follia è l’atto più supremo per esprimersi e per essere se stessi: fuori da ogni schema, fuori da ogni inganno sociale!

Finché sarà viva Alice, dentro di me, sarò alle prese con i 364 giorni del mio Non compleanno, da festeggiare come i giorni più intensi della mia vita…uno ad uno.

M.B.

In ogni mio giorno

25 febbraio 2o17

Come suono d’autunno
che alzando le foglie
dal suolo bagnato
richiama la voragine dei venti.

Come musica cinguettata
che appoggiandosi ai colori
della natura rinascente
inebria di odori la mente.

Come neve disciolta
che calando il silenzio
sulla terra arida
gela ogni forma di gioia.

Come acqua libera
che incontrando la costa
trasforma in cristalli di luce e gioia
i riflessi del Sole bollente.

Tu sei in me,
come l’autunno rumoroso e l’inverno silente,
come la primavera gioiosa e l’estate calda.
Sei come l’anno che non passa e si ripete,
ma ad ogni nuovo inizio è sempre una sorpresa.
Sei il buono ed il cattivo
di ogni cosa,
Sei la vita che passa e
non passa mai davvero.

M.B.

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Ululato d’orgoglio

25 febbraio 2o17

Perché tu sei il lupo nero
che sfiora la pelle
e grida il suo potere.images
Perché io sono il lupo bianco,
dall’aspetto candido
e dalla tua egual forza.
Due bestie splendide
di straordinaria bellezza,
che ululano alla Luna,
che si sfiorano in sguardi
sotto il chiarore della notte
per tradirsi ancora
ed amarsi in silenzio.

M.B.

 

Anime in perfetto contrasto

25 febbraio 2o17

Di fuoco ed ira
esplode in un attimo
il legame di due anime in contrasto.
Di sguardi e parole non dette
si consuma, nel famelico orgoglio,
il battito di complicità preaccennato.

Le fiamme del silenzio
bruciano veloci ogni attimo passato,
ogni sorriso pronunciato,
ogni tocco fugace vissuto.

Come pioggia
che bagna e lava via ogni impulso,
come neve
che raffredda e inebria ogni volontà.

Alimentiamo, ogni giorno,
la violenta solitudine,
l’amara consuetudine
di due anime abituate alla libertà,
di due corpi assediati dalla passione,
di due volti in contrasto
che nulla hanno potuto
se non rincorrersi all’infinito.

Senza un senso,
senza un fine,
presi dall’irrinunciabile e
incontrollabile
attrazione di menti,
che pure se mentono,
non fingono mai.

Le parole omesse,
i versi espressi,
i gesti repressi
ed i rimpianti accennati.

Si vive di indifferenza,
fingendosi solidi e forti spettatori,
ignari che i protagonisti siamo
di questa lotta eterna di due anime in perfetto contrasto.

M.B.

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Pienezza.

23 febbraio 2o17

Scompongo in attimi e ricordi
lo scorrere degli anni,
che di me hanno fatto ciò che sono.
Come vento fra le dita
passa tutto velocemente,
e poi, in quest’istante,
seppur un po’ disillusa,
ancora sorrido grata.

Nel vortice delle emozioni
che d’istinto m’appannano
l’anima vibrante,
leggo, sulla lastra bagnata dal freddo,
la piacevole ammirazione
che incanta il mio narcisismo.
D’improvviso
la pienezza del proprio essere,
assume la priorità
su ogni cosa
e la vita, in un attimo,
diventa splendida.

M.B.

Il sentiero del volere

22 febbraio 2o17

Ciò che è duro davvero, è riconoscere le ingiustizie del mondo. E’ riconoscere la solitudine e la forza che ci vuole per rimanere indifferenti dinanzi a chi ti provoca, chi ti offende, chi ti deride, chi ti vuole a pezzi. Ci vuole una forza disumana che non sapevo di avere, anche se non del tutto. Rimugino su cosa? Sulle incertezze che le mie scelte comportano? Avanti, non mollare…non è mica questo che vuoi. Non hai mica lottato e sofferto invano per anni, rinunciando alla persona che eri. Eppure, di ciò che sei diventata ne vai fiera. E adesso, ti permetti di fallire? Non ne saresti più neppure capace, di fallire. Non saresti più capace di tornare indietro. Non puoi più ricordare, non puoi più ricrederti. Sei esattamente dove vuoi essere, per la prima volta. Ne avrai di strada da fare, per arrivare alla meta, ma ora sai esattamente che sei dove volevi essere da sempre. Ora sei esattamente sulla tua strada.

Hai gli occhi strani e lucidi,
eppure ci rivedo dentro solo la forza
disumana di un’anima che stavolta non rinuncia.
Gridi forte,
sorridi nonostante tutto,
da dove viene fuori tutto ciò?
Ti spaventi dinanzi alle continue prove,
ma quante sapevi di dover affrontare?
E quante hai già combattuto?
La guerriera che sei,
ha trovato il suo scopo:
alimentare il fuoco delle tue emozioni,
lottare per la tua felicità.
Non è un limite qualunque,
non è una spada a caso
a mandare tutto all’aria.
Sei tu che, stavolta,
decidi ciò che vuoi davvero:
Vivere come vuoi
o morire ancora.

Allora non impugnare la spada dell’ira,
fino ad oggi concessa al tuo animo ferito.
Quello che sei oggi è il frutto
delle battaglie vinte.
Porti orgogliosamente le tue ferite
e, inconsapevolmente, le esibisci
dimostrando la tua forza.
Non è più una maschera,
è la tua anima RINATA.
Che, ad oggi, ti grida Vita,
e tu finalmente le hai dato ascolto:
ancora nuove battaglie vi aspettano,
ma stavolta in due:
la guerriera che sei e la tua anima grata
che hai saputo Salvare.
Ora percorrete la strada
delle gioie più sincere,
degli amori più veri,
quelli che hai represso nel cuore troppo a lungo.

Oggi puoi ascoltare e percorrere quel sentiero
che ti farà cadere e inciampare con le sue pietre,
ma ad ogni passo sarete più vicine alla meta,
tu, mia Guerriera e la tua anima degna.

E non c’è ingiustizia che tenga.

M.B.

Riposare l’anima

06 gennaio 2017

Ho uno strano modo di idealizzare le emozioni. Sarà che sono cresciuta troppo in fretta (lo ammetto, sono narcisista!) ed ho appreso ben presto le caratteristiche di questa vita.

Sono dell’idea che ogni cosa che vivi ti porta davanti a due scelte principali: buttare la spugna o lottare. Ho vissuto sulla pelle situazioni che mi portavano a mollare, eppure qualcosa, nel profondo, mi diceva di resistere…e inspiegabilmente ho tirato fuori una forza che non credevo di avere. Ho dovuto ricredermi sul mio carattere, l’ho scoperto forte ed ha saputo soddisfare a pieno i miei bisogni.

Qualcuno pensa che saper essere forti da soli significhi essere “soli”, ma non è affatto così. Vi assicuro che saper essere capaci di lottare contando sulle proprie forze è l’emblema della libertà; la solitudine è una virtù, è la capacità di saper star bene con se stessi.

In questi giorni per caso mi è venuto da pensare all’amore e all’idea che ho di esso. Penso che l’amore sia riconducibile a mille situazioni, a svariate emozioni e non siano descrivibile se non con le parole che, per me stessa, ho saputo trovare, ma si sa…ognuno vive l’amore a modo proprio.

L’amore è l’inconsapevole forza che ti salva nelle battaglie che la vita impone, è il getto di emozioni che fuoriescono senza controllo dal profondo del proprio io. L’amore è quando da sola sai essere in pace, riuscendo a lottare ogni giorno senza darti per vinta, trovando sempre un motivo in più per non gettare la spugna. 

Ma la cosa fondamentale è che l’amore è quando, finalmente, riposi l’anima. Mi piace credere che nonostante la continua adeguatezza ad essere guerriera, l’amore è la pace…è quando trovi un cuscino e ci riposi sopra il cuore, senza pensieri, senza preoccupazioni, lasciando spazio al riposo della tua armatura. E’ in quell’attimo che riconosco l’amore…quando, come su un cuscino soffice, poggi liberamente la parte più vera di te, quella senza maschere e senza forza, quella pura, su un letto di fiducia e finalmente riposi l’anima.

L’amore è riposarsi mettendo in gioco spontaneamente la tua anima. E forse non troverò mai questo amore qui, ma la solitudine non è rassegnazione: vorrà dire che ho saputo amare, in tal modo, solo me stessa…perché con me stessa so riposare. Eppure il senso dell’amore è saper riposare con un’altra persona, che duri un attimo o tutta la vita.

Che bella cosa, l’amore…ma quello vero.

M.B.